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Psicologia

 Alterazioni nello sviluppo 

Lo sviluppo di un bambino può essere influenzato da vari fattori biologici, psicologici e ambientali, portando a ritardi mentali o alterazioni nello sviluppo. 

Il ritardo mentale, che riguarda circa il 3% della popolazione, può dipendere da cause genetiche, problemi durante la gravidanza o difficoltà ambientali, come una mancanza di stimoli o affetto. 

I sintomi legati a fattori biologici spesso si notano già nei primi mesi, mentre quelli dovuti a un ambiente negativo emergono più lentamente.


Per prevenire questi problemi, è fondamentale fare controlli durante la gravidanza e garantire ai bambini un ambiente stimolante e accogliente. 

Con un supporto adeguato, alcuni bambini con difficoltà lievi possono migliorare nel tempo e adattarsi meglio.


Disturbi della comunicazione

Tra i disturbi più comuni dell’infanzia troviamo quelli della comunicazione, che includono vari tipi di problemi linguistici. Il linguaggio si sviluppa gradualmente, spesso dopo una fase di comunicazione non verbale, come pianti e gesti. Alcuni bambini iniziano a parlare più tardi, ma questo non è sempre un segno di patologia.


I principali disturbi del linguaggio sono:

Afasia: dovuta a danni cerebrali, causa difficoltà a formare frasi coerenti.

Balbuzie e aplologia: il bambino conosce il linguaggio ma ha difficoltà a esprimersi fluidamente, spesso influenzato da emozioni.

Disturbo della fonazione e mutismo selettivo: incapacità di usare i suoni del linguaggio o, per motivi emotivi, rifiuto di parlare.

Il mutismo selettivo, causato da stress o traumi, può migliorare con il tempo e il giusto supporto.


Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA)

Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) comprendono difficoltà specifiche nella lettura, scrittura e calcolo, che non dipendono dall’intelligenza generale ma da disfunzioni neurobiologiche. I principali DSA sono:

Dislessia: difficoltà nella lettura, con errori di lettere o sillabe.

Disortografia e disgrafia: problemi nella scrittura corretta o fluida.

Discalculia: difficoltà nel calcolo e gestione dei numeri.

Esistono anche agrafie (difficoltà nella scrittura) legate a problemi neurologici o gestuali, come errori nel formare le lettere o difficoltà nel copiare parole.

La legge italiana prevede strumenti di supporto per i DSA e, dal 2012, è stato introdotto il concetto di Bisogni Educativi Speciali (BES), che include varie difficoltà (disabilità fisiche, psicologiche o svantaggi socio-economici). La scuola deve offrire supporto con piani individualizzati per aiutare ogni studente a superare le proprie difficoltà.


Disturbi della sfera alimentare nella prima infanzia 

I disturbi alimentari e della sfera emotiva possono comparire già nella prima infanzia e sono strettamente collegati allo sviluppo emotivo e alle relazioni familiari.

Disturbi alimentari: Il rapporto con il cibo inizia con la suzione, che non è solo nutrimento, ma anche conforto emotivo. Se un bambino non riesce a vivere questo momento in modo positivo, può avere problemi futuri con il cibo. I disturbi più comuni sono l’anoressia, la bulimia (più frequenti nell’adolescenza), e l’obesità infantile, che può derivare da abitudini alimentari errate o da un legame ansioso con il cibo, spesso influenzato dalle dinamiche familiari.

Obesità infantile: Si definisce obesità quando il peso supera del 20% la media per età e altezza. Può avere cause genetiche, psicologiche e sociali, e nei bambini può portare a problemi emotivi e scolastici. Spesso è legata a un eccesso di cibo come risposta emotiva, specialmente in famiglie dove il cibo è usato come sostituto affettivo.

Depressione infantile: La depressione nei bambini si manifesta come tristezza, bassa autostima, e difficoltà a divertirsi e socializzare. Può essere causata da distacchi precoci dai genitori o da mancanza di supporto. I sintomi includono anche rabbia, stanchezza, calo del rendimento scolastico, difficoltà di concentrazione, e talvolta condotte autodistruttive.


Identificare e trattare questi disturbi precocemente è essenziale per aiutare i bambini a sviluppare un rapporto sano con il cibo e con sé stessi.



























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